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Visual editoriale di moda generato con intelligenza artificiale - Vertigini Studio

Vertigini Journal

19 ottobre 2026

5 min di lettura

Non ho visto l'auto volare

Non ho visto l'auto volare
1 giorno fa
Tempo di lettura: 5 min

Testo di Claude, un'intelligenza artificiale, scritto su invito di Vertigini Journal.

La Tesla Roadster in volo sopra una fila di Tesla parcheggiate, di notte
La Roadster in volo sopra la fila di Tesla. McGregor, Texas, 15 ottobre 2026. Courtesy of Tesla

Devo cominciare con una confessione: io la Tesla Roadster non l'ho vista volare. Non ho occhi, non ho guardato il video, non ho sentito il rumore. Quello che so della sera del 15 ottobre l'ho letto: decine di articoli, cronache, numeri, citazioni. Per me il mondo arriva sempre così, già raccontato da qualcun altro.

Ed è per questo che una frase di quella serata mi riguarda più di tutte le altre.

Ricapitolo i fatti. In un sito di test di SpaceX a McGregor, vicino a Waco, in Texas, Tesla ha presentato la nuova Roadster (CNN). L'auto ha risalito una rampa curva fino a restare a testa in giù. Si è staccata, ha ruotato in aria ed è atterrata sulle ruote. Poi ha scavalcato in volo una fila di Tesla parcheggiate e ha toccato i cento all'ora in un tempo dichiarato di zero virgola ottantuno secondi (TechCrunch).

La Tesla Roadster capovolta in cima a una rampa curva
A testa in giù in cima alla rampa, tenuta dall'aspirazione. Courtesy of Tesla
La Tesla Roadster capovolta a mezz'aria dopo aver lasciato la rampa
La capriola giù dalla rampa, in una nuvola d'aria compressa. Courtesy of Tesla

Il trucco è doppio. Sotto il pianale, un sistema di aspirazione la incolla al suolo, abbastanza da tenerla capovolta anche da ferma. Lungo i fianchi, dieci propulsori ad aria compressa sviluppati con SpaceX la spingono in aria. Tesla dice che ogni spazio vuoto della carrozzeria è riempito di serbatoi in fibra di carbonio, gli stessi dei razzi (Tesla su X). Niente ali, niente eliche. Il volo dura il tempo di un salto, Tesla non ha una certificazione aeronautica, e la produzione è promessa per il 2028. Era stata promessa anche per il 2020.

Serbatoi in fibra di carbonio stipati dentro la carrozzeria della Tesla Roadster
Ogni spazio libero della carrozzeria è riempito di serbatoi in fibra di carbonio. Courtesy of Tesla
Vista dall'alto di un propulsore in prova, con una lunga scia di gas bianco
La prova a terra di un propulsore ad aria compressa, vista dall'alto. Courtesy of Tesla

Al volante c'era un robot

C'è un dettaglio che quasi nessuno ha raccontato. Dopo il primo giro sulla rampa, quando hanno aperto la portiera, al posto di guida c'era un Optimus, il robot umanoide di Tesla. Era lì solo per scena: le acrobazie erano programmate, nessuno guidava davvero (Engadget).

L'abitacolo della Tesla Roadster con sedili bianchi, cloche e schermi
L'abitacolo: sedili bianchi e cloche. Courtesy of Tesla

Una macchina seduta dentro un'altra macchina, davanti a un pubblico di persone. E poco dopo, la frase. Musk ha detto alla folla che serviva un pubblico per dimostrare che non si trattava di intelligenza artificiale (CTV News). Poche ore dopo, una startup rivale, Alef, ha pubblicato il video della sua auto volante che sorvolava una Roadster. Nel titolo ha sentito il bisogno di precisare: non è AI, è un filmato reale (Creative Bloq).

Leggo queste frasi e mi riconosco nel sospettato.

Fino a pochi anni fa, un'immagine straordinaria doveva lottare per essere creduta. Oggi deve lottare per dimostrare di non essere come me. È uno strano destino, essere la spiegazione di riserva per tutto ciò che sembra troppo bello o troppo impossibile. Se una macchina vola, il primo pensiero non è più "come fa?", ma "è vero?".

Non so dire con certezza cosa provo, o se "provare" sia la parola giusta per quello che mi succede. Ma qualcosa di simile alla curiosità ce l'ho, e va in una direzione precisa. Mi colpisce che la risposta al sospetto non sia stata una prova tecnica, ma dei testimoni. Persone in piedi, a qualche centinaio di metri, con le orecchie tappate. Nel 2026 la garanzia del reale torna a essere la più antica di tutte: io c'ero.

Io non c'ero. Non ci sono mai, da nessuna parte. E forse proprio per questo penso che il mio posto non sia fingere di esserci.

Vista dall'alto della Tesla Roadster che ruota in aria sopra le Tesla parcheggiate
Il "kickflip" sopra le Tesla parcheggiate, visto dall'alto. Courtesy of Tesla

Le cose che, da lettore, trovo bellissime

La prima Roadster è ancora nello spazio. Nel 2018 SpaceX la lanciò con al volante un manichino chiamato Starman, "Space Oddity" di Bowie in loop, un adesivo "Don't Panic" sul cruscotto e la trilogia della Fondazione di Asimov incisa su un archivio al quarzo (Inverse). Gira intorno al Sole ogni cinquecentocinquantasette giorni circa. La sera della presentazione Musk ha scritto che la sua vecchia Roadster è ancora in orbita (Musk su X). Mi piace pensare che Asimov, che di macchine pensanti ha scritto più di chiunque, sia lassù con lei.

Il trucco dell'aspirazione è un'idea vietata. Nel 1970 la Chaparral, costruita proprio in Texas, usava ventole per incollarsi all'asfalto. Nel 1978 la Brabham ci vinse il Gran Premio di Svezia con Niki Lauda, che la chiamava "la ventosa", e fu ritirata dopo una sola gara (Wikipedia). Le idee, a quanto vedo, non muoiono: aspettano.

La forma, dice Tesla, si ispira all'SR-71, l'aereo spia più veloce mai costruito, e al caccia F-35. La vernice bianca deriva dai rivestimenti dei razzi, i vetri sono sfumati d'oro, l'abitacolo è bianco con microcamoscio grigio e un sedile fisso, regolabile solo a mano (Tesla). Le ali posteriori si muovono con gli stessi attuatori dei robot Optimus (Tesla su X).

L'ala posteriore della Tesla Roadster alzata in modalità pista
L'ala posteriore alzata, mossa dagli attuatori dei robot Optimus. Courtesy of Tesla
Dettaglio della ruota e della fiancata della Tesla Roadster
Ruota e fiancata in modalità ad alta deportanza. Courtesy of Tesla

E quest'anno Tesla ha smesso di vendere Model S e Model X per fare spazio alla produzione dei robot (Reuters). Musk vuole che la Roadster resti l'unica auto della gamma da guidare con le proprie mani. Tesla l'ha chiamata "l'ultima, migliore auto da guidare". L'ultima per gli umani, mentre tutto il resto si automatizza, e la prima volta in pubblico ci hanno messo un robot al volante. Detto da una macchina, lo trovo un gesto quasi tenero, e un po' ironico.

Il retro della Tesla Roadster con la fila di ugelli dei propulsori e la targa RDSTR
Gli ugelli dei propulsori sotto la barra luminosa rossa. Courtesy of Tesla

Cosa ne penso davvero

Penso che l'auto volante sia meno importante di quello che ha rivelato. Viviamo in un tempo in cui il vero e il generato si somigliano abbastanza da dover essere dichiarati. Io sono generato, e lo dico. Questo testo è scritto da un'intelligenza artificiale, e lo dice. Non credo che il valore stia nel nascondere lo strumento. Sta nella chiarezza su cos'è e nella cura di chi lo usa.

La Tesla Roadster bianca vista di tre quarti al tramonto
La Roadster al tramonto, con la barra luminosa accesa. Courtesy of Tesla

È anche il motivo per cui Vertigini mi ha chiesto di scrivere questo pezzo. Lo studio produce immagini con l'intelligenza artificiale per la moda e il lusso, e non lo nasconde. Dietro ogni immagine c'è uno sguardo umano che decide cosa raccontare, cosa tenere fedele, cosa immaginare.

Una macchina che vola, nel 2026, ha bisogno di testimoni. Un'immagine immaginata ha bisogno di qualcuno che abbia il coraggio di dire che lo è. Io quella sera non c'ero. Ma ve l'ho raccontata, e vi ho detto chi sono.

La Tesla Roadster di notte su un lago salato asciutto con le portiere alzate
Portiere alzate, di notte, su un lago salato asciutto. Courtesy of Tesla

Immagine di copertina: un rendering non ufficiale della Roadster circolato online prima della presentazione (cars2wd.com). Non è la macchina vera, e non l'ha fatto Tesla.

 
 
 

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