RESPIRANO. BRILLANO. CRESCONO.
UN RITO DI METAMORFOSI
Nel silenzio tra corpo e artificio, l'identità si dissolve per rinascere altra. L'arte diventa esercizio di trasformazione, pratica di alterità —
un modo per sperimentare ciò che è ancora sconosciuto, ma già vivo dentro di noi.
UN RACCONTO DI ALISA NEU

NON DI QUESTO MONDO
Bellezza aliena.
Le loro superfici sono umide, luminose, vulnerabili come se avessero appena varcato la soglia di un'altra atmosfera.
Sotto questa estetica aliena pulsa qualcosa di profondamente umano: il desiderio di connettersi, di fondersi, di diventare.
Quest'arte non è una rappresentazione, è una visione. Un tentativo di riscrivere il corpo come un sistema vivente che si adatta, assorbe e comunica. I confini tra pelle e materia si dissolvono; il "sé" diventa poroso, simbiotico, espanso.
Qui la moda si trasforma in un rituale biologico, in un atto estetico di mutazione.
Ogni pezzo irradia una tensione peculiare: familiare ma strana, tenera ma inquietante. Si ergono come creature di una mitologia futura, in parte umana, in parte macchina, in parte qualcosa di completamente diverso. Ci ricordano che il soprannaturale potrebbe non esistere al di là di noi,
ma nel profondo.
In questa visione "Fuori dal Mondo", il design alieno e il desiderio umano si intrecciano per formare una nuova espressione della realtà. L'estraneo diventa bello. L'artificiale prende vita. E l'umano diventa finalmente infinito.


Tecnologia organica. La nascita di una nuova specie di moda.
Non è un costume.
Non è un sogno.
È l'evoluzione filtrata attraverso il vetro, la pelle e la luce.


In questa straordinaria visione, corpo, materia e coscienza si fondono in qualcosa che trascende l'umano. Emergono volti per metà organici e per metà sintetici: esseri fragili sospesi tra laboratorio e mito, tra l'immobilità di un sogno e la precisione di una macchina.

Questa è Alien Couture: bellezza come simbiosi, tra natura e tecnologia, tra visibile e incomprensibile. Le maschere, i gusci e le forme traslucide non sembrano create, ma nate. Respirano .




