- 15 gen
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L’ AI nell’industria della moda.
L’ industria della moda si sta sempre più spingendo verso l’AI, anche se la moda è sempre stata sinonimo di creatività, innovazione e di cambiamento.
L’AI tende sempre più a rivoluzionare moltissimi aspetti del settore dalla scelta delle tendenze alla personalizzazione e alla gestione della Supply Chain.
Anche il modo di fare gli acquisti sta cambiando, cosi come il modo di creare nuove tendenze utilizzando degli algoritmi che consentono alla tecnologia di captare quali sono i gusti degli utenti e soprattutto della generazione Z, sempre più improntata sulla tecnologia e sui social.
Gli algoritmi analizzano il comportamento degli utenti basandosi sugli acquisti passati, sulle preferenze e sugli stili.
Un processo innovativo che condurrà a una creazione rapida di texture con diverse variazioni di design sempre più innovativi e personalizzati.


Come accennato in precedenza sulla produzione e Supply Chain ci sarà un netto miglioramento sulla produzione poiché ci sarà un collegamento tra fornitori, clienti per creare una maggiore efficienza nella gestione sia delle scorte per ovviare agli eccessi in magazzino, questo garantirà anche una riduzione degli sprechi, ma anche un incremento di riciclo sui materiali già utilizzati dando una seconda vita agli scarti.
Nel settore tessile l’AI sta introducendo nuovi filati con proprietà innovative avanzate come: resistenza alle macchie, l’impermeabilità.
La realizzazione di prototipi non avrà bisogno di utilizzare materie prime, energia, acqua, quindi non ci sarà una produzione di rifiuti per produrre campioni per la presentazione della collezione ai clienti, garantendo digitalmente anche la vestibilità di un capo grazie alla produzione in 3D e alla simulazione per la realizzazione di una personalizzazione es (drappeggio, un colore particolare).
Infatti grazie alla tecnologia si possono realizzare intere collezioni senza la necessità di fare uno shooting fotografico, senza l’utilizzo di modelle/i reali.
Questo consente di analizzare e di potere visionare ancora prima della realizzazione diverse versioni di uno stesso outfit per renderlo sempre più su misura per il cliente.
Utilizzando il motore di ricerca ci sarà la possibilità di intercettare in largo anticipo le tendenze consentendo ai brand di adottare più rapidamente le collezioni e ai designer di captare le micro tendenze dei consumatori.
Se l’AI su alcuni aspetti avrà un impatto positivo su altri ci sarà da lavorare per potere comprendere come essa potrà essere efficace su alcuni aspetti.
Analizziamoli:
In primis quali sono gli aspetti da non sottovalutare?


Naturalmente per poter garantire un sistema centrato sull’AI occorrono dei sever remoti enormi situati in gigantesche sever farm, strutture che avvolgono numerosi computer operativi 24 ore su 24.
Il loro funzionamento richiede una quantità enorme di energia che non viene solo utilizzata per elaborare informazioni, ma anche per consentire l’utilizzo di sistemi per il raffreddamento dovuto al surriscaldamento delle macchine con impatto importante di consumo energetico che genera un‘impronta di carbonio sempre più eccessiva.
Secondo uno studio della Vrije Universiteit di Amsterdam si prevede che entro il 2027 I Data Center che nutrono l’AI di tutto il mondo potranno richiedere dagli 85 ai 134 terawattore di energia l’anno pari al fabbisogno di un paese come l’Argentina.
Altro aspetto da non sottovalutare è la mancanza di emozioni che possono essere trasmesse dall’AI poiché non è dotata di un software che possa sostituire il nostro sistema limbico costituito da una rete di strutture cerebrali come: (amigdala, ippocampo, ipotalamo e corteccia cingolata), strutture responsabili di generare emozioni.
Questi fattori generano idee contrastanti sul suo utilizzo, ma come ogni innovazione ha bisogno di un’elaborazione coscienziosa e intelligente per potere garantire i giusti benefici senza scalfire i principi morali e soprattutto la mancanza di empatia, che può essere generata dalla tecnologia alterando la consapevolezza tra ciò che è reale da ciò che è digitale.
Già nel 2023 si parlava del cambiamento che sarebbe avvenuto nel mondo fashion e nell’industria della moda, a parlarne è stata Crea soluzioni.it attraverso i sistemi PML 5.0 è possibile scansionare il mercato e-commerce per ogni categoria di brand, grazie alla capacità di analizzare un’enorme quantità di dati in pochissimo tempo.
I sistemi di taglio Crea soluzioni IRIS sono dotati di sistemi di visioni avanzate che consentono di scansionare attentamente il tessuto per creare dettagli cruciali come quadri, righe, immagini e perfino i difetti.
L’AI naturalmente non è solo utilizzata dai designer, ma anche da tutti coloro che girano intorno all’industria della moda, dai fotografi, giornalisti, social, magazine.
Infatti un anno fa Marc Jacobs si avvalse dell’utilizzo dell’AI per parlare della sua sfilata newyorkese per stilare il comunicato stampa per la sua collezione.
Fonte: Lifegate, MilanoUnica, AC Atelier Carenzio Magazine.
di Petronilla Corsaro




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